Il Voyeurismo consiste nell’eccitarsi sessualmente osservando persone che compiono atti sessuali o nel guardare persone nude.

Voyeurismo, web e pornografia

Eccitarsi guardando altre persone che compiono atti sessuali è comune e del tutto naturale. L’industria del porno si basa proprio su questo. Tra l’altro, il mercato della pornografia è rivolto prevalentemente ad un pubblico maschile perché da studi con risonanze magnetiche è risultato che quando i maschi pensano a scene sessuali si attiva massicciamente l’area visiva (lobo occipitale) , mentre nelle donne c’è una stimolazione più diffusa del sistema nervoso e in particolare è coinvolta l’area uditiva (lobo temporale).

Ci sono ovviamente anche motivazioni di tipo culturale che inibiscono la fruizione della pornografia alle donne, sebbene oggi, con la disponibilità di materiale online e la perenne connessione tramite smartphone le barriere culturali siano estremamente deboli ed è più probabile la spiegazione di tipo neuro biologico.

La pornografia però non può essere considerata voyeurismo. Manca infatti l’elemento dello “spiare”. Spiare in questo contesto non significa necessariamente che la persona non è consenziente e viene guardata suo malgrado. A volte ad essere spiato può essere il/la partner, una coppia di amici, persone che fanno sesso in contesti “pubblici” come locali, luoghi di incontro etc. È il caso ad esempio di chi si masturba o compie atti sessuali davanti alla videocamera lasciando che altri osservino in diretta attraverso i social. In tutti questi esempi la persona che viene spiata sa che ci sono le condizioni per essere osservata e anzi desidera essere spiata (leggi l’articolo sull’Esibizionismo).

La diagnosi di Disturbo voyeuristico

Il voyeurismo è una parafilia (vedi il mio articolo parafilie e perversioni sessuali: una introduzione). Sostanzialmente, ciò che distingue il semplice voyeurismo dal Disturbo voyeuristico è l’intensità, la persistenza e, soprattutto, la mancanza di consenso.

«Voyeuristic disorder is characterized by a sustained, focused and intense pattern of sexual arousal—as manifested by persistent sexual thoughts, fantasies, urges, or behaviours—that involves observing an unsuspecting individual who is naked, in the process of disrobing, or engaging in sexual activity. In addition, in order for Voyeuristic Disorder to be diagnosed, the individual must have acted on these thoughts, fantasies or urges or be markedly distressed by them. Voyeuristic Disorder specifically excludes consensual voyeuristic behaviours that occur with the consent of the person or persons being observed» (ICD-11).

Per porre la diagnosi clinica di Disturbo voyeuristico è necessario che la persona soddisfi i seguenti criteri:

  1. Persistenti pensieri, fantasie e impulsi sessuali che vertono sull’osservare un individuo ignaro nudo, che si sta svestendo o che fa attività sessuale, di solito senza cercare intenzionalmente un contatto più stretto.
  2. Questi desideri e fantasie sessuali vengono attuati a discapito di persone non consenzienti oppure causano disagio clinicamente significativo alla persona.

Per diagnosticare il Disturbo voyeuristico occorre escludere specificamente quei comportamenti che vengono attuati con persone consapevoli e consenzienti (ICD 11). Il problema deve durare per un periodo di almeno 6 mesi e implica compromissione del proprio funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti della vita (DSM 5).

Il comportamento di chi ha Disturbo voyeuristico quasi sempre implica una violazione della Legge, per cui a queste persone può essere attribuito lo status di autore di crimini sessuali. Pensiamo ad esempio a chi spia nei bagni pubblici o chi filma con telecamere nascoste atti sessuali o persone che si svestono.

In ogni caso, per una diagnosi clinica è più opportuno rivolgersi ad un professionista esperto in psicologia del comportamento sessuale.

Spiegazione psicologica del disturbo esibizionistico

A uno sguardo superficiale il voyeurismo potrebbe essere considerato l’altra faccia dell’esibizionismo. Ma dal punto di vista psicologico non è così.

La persona esibizionista desidera essere vista, confermata, considerata OK. Il voyeurista invece non desidera dare conferma, far sentire all’altro che è visto e che è OK (cioè dare stroke). ciò che muove il voyeur è la posizione esistenziale non-OK, cioè l’intima convinzione di non meritare e di conseguenza di non avere il permesso.

Il voyeur estorce ciò che potrebbe chiedere. In Analisi Transazionale questo viene chiamato “racket”. A questo si aggiunge un godimento di tipo sadico-aggressivo che, come nell’esibizionismo, gode nel “predare” qualcosa all’altro.

Ma perché il voyeur attua il racket e non chiede in modo aperto e adulto ciò di cui ha bisogno? Alle spalle ci può essere una storia in cui i bisogni e i desideri del bambino sono stati ignorati o svalutati. Oppure il sentirsi esclusi dalla vita affettiva dei genitori, per cui l’intimità desiderata viene “rubata” come forma di rivincita e di risarcimento.
Tutto ciò genera nella persona senso di colpa e va a rafforzare il circuito di indegnità (non possono chiedere perché sono indegno → allora estorco spiando → spiare mi conferma che sono una persona indegna).

L’intervento per il disturbo voyeuristico riguarda soprattutto le componenti psicologiche e gli aspetti non risolti della storia del paziente. A livello cognitivo e comportamentale uno degli aspetti sui quali è necessario lavorare è il rafforzamento delle abilità sociali e dell’assertività.

Può essere molto utile in alcuni casi la psicoterapia di gruppo focalizzata sia sull’acquisizione di abilità sociali sia sulla psicoeducazione relativa alla sessualità. In alcuni casi più gravi viene prescritta in concomitanza alla psicoterapia una farmacoterapia a base di inibitori del reuptake della serotonina o farmaci antiandrogeni. Per quanti hanno commesso crimini sessuali può essere indicato un percorso che agisca sugli aspetti antisociali.


American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders DSM-5. Washington DC: APA.

World Health Organization. (2018). International classification of diseases for mortality and morbidity statistics (11th Revision). Retrieved from https://icd.who.int/browse11/l-m/en

Simonelli C., Petruccelli F & Vizzari V. (2014). Le perversioni sessuali. Aspetti clinici e giuridici del comportamento sessuale deviante. Milano: Franco Angeli

Joyal C.C. & Carpentier J. (2016). The Prevalence of Paraphilic Interests and Behaviors in the General Population: A Provincial Survey, Journal of sex research, 00(00): 1–11


dr Christian Giordano

Psicologo Psicoterapeuta, mi occupo principalmente di terapia di Coppia e terapia Sessuale. Esperto in psicodiagnosi e grafologia. Appassionato di saggistica, neuroscienze e letteratura, in particolare filosofia, narrativa, fantascienza e fantasy. Linux user. → Scrivimi per info e consulenze private in studio e via Skype.