Alla scoperta del modello circomplesso, uno strumento che permette al clinico di leggere ciò che le persone fanno con gli altri e con sé stessi (SASB). In questo articolo vi illustro i principali costrutti e le teorie del modello interpersonale e propongo una rappresentazione grafica personalizzata del circomplesso.

STRUMENTI PER PSICOLOGI

La psicologia nasce e si sviluppa intorno ad un’unica domanda: perché alcune persone si comportano in quel determinato modo e altre in un altro?

Tutte le teorie psicologiche rappresentano un tentativo di rispondere a questa domanda. Centocinquanta anni di osservazioni e di ricerche hanno portato la psicologia ad elaborare alcuni modelli del comportamento fondati sulle neuroscienze, l’infant research, l’etologia umana e la psicologia evoluzionista. Il modello dell’attaccamento di Bowlby è uno dei più noti ed è strettamente legato al circomplesso SASB.

Il modo in cui ci comportiamo oggi dipende dal modo in cui gli adulti si sono comportati con noi quando eravamo bambini

NB. Due precisazioni: 1) in psicologia il termine comportamento indica anche il comportamento verbale, le reazioni interne come i pensieri, le emozioni, le sensazioni etc. 2) I modelli scientifici della psicologia non si basano su una causalità forte, come nella fisica o nella chimica. Le variabili che determinano il comportamento umano sono un numero inimmaginabile! Basta pensare ai miliardi di stimoli ambientali distribuiti lungo gli anni della nostra vita o al fatto che l’organo con il quale li elaboriamo (il sistema nervoso) ha circa 90 miliardi di neuroni e ciascuno di essi può avere fino a 100mila connessioni.

Uno dei modi che ritengo più utili e scientificamente validi per descrivere il comportamento interpersonale e intrapsichico è il diagramma circomplesso ideato dalla psicologa Lorna S. Benjamin.

Lorna Smith Benjamin

Lorna S. Benjamin è una psicologa americana nata nel 1934 ed è nota sia per il suo massiccio contributo alla stesura delle ultime due edizioni del DSM che per aver inventato un metodo per il trattamento dei pazienti non-responders.

Nel 1968 sviluppò la SASB, acronimo di Structural Analysis of Social Behavior (Analisi Strutturale del Comportamento Interpersonale). Da questo metodo di valutazione del comportamento alcuni anni dopo nacque la IRT  Interpersonal Reconstructive Therapy (Terapia ricostruttiva interpersonale). La finalità della IRT non è il miglioramento dei sintomi (tranne che nelle situazioni di crisi) ma l’identificazione dei pattern relazionali alla base del comportamento disadattivo del paziente e la formazione di nuovi schemi di comportamento più sani.

Fino al 2012 ha insegnato psicologia nell’Università dello Utah. Ha fondato e diretto la Clinica di Terapia Ricostruttiva Interpersonale (Interpersonal Reconstructive Therapy Clinic) presso l’Istituto di Neuropsichiatria della stessa università.

Le origini della teoria del circomplesso

Le due personalità che hanno maggiormente inciso nello sviluppo del diagramma SASB sono Harry Harlow e Timothy Leary.

Lorna Benjamin conseguì il dottorato in psicologia con Harry Harlow all’Università del Wisconsin. Il nome di Harlow è strettamente connesso con lo sviluppo della teoria dell’attaccamento ed è celebre per i suoi esperimenti sulle scimmie Rhesus.

Thimoty Leary è stato uno psicologo molto celebre e controverso negli Stati Uniti, ma poco noto in Italia. I suoi studi sull’LSD e sulle sostanze psichedeliche hanno influenzato la cultura pop e cyberpunk.
Leary introdusse il concetto di circomplesso nella conferenza della International Association of Applied Psychology del 1961 a Copenhagen. Il modello circomplesso di Leary, chiamato anche Leary Circle, era dato dall’intersezione di Affiliazione e Dominanza.

Timoty Leary ebbe forte influenza anche sull’Analisi Transazionale. Leary sviluppò nel 1951 la teoria dei quattro life scripts che possiamo ritrovare nel concetto AT delle posizioni di vita descritte in “Io sono ok, tu sei ok” di Thomas Harris.

Oltre ad Halrlow e Leary il modello SASB è debitore a numerosi altri autori e ricerche, ad esempio ad Harry Stack Sullivan e i suoi studi sull’introietto e sulla comunicazione paratassica, al modello CCRT di Luborsky, alla teoria della motivazione di Henry Murray (il padre del TAT), al rigore metodologico e i questionari di Hans Eysenck e alla tradizione psicanalitica.

Uno degli studiosi italiani che per primo ha intuito la versatilità e la robustezza teorica del modello SASB e ne ha diffuso le opere è stato Pio Scilligo, fondatore dell’Analisi Transazionale Socio Cognitiva (ATSC).

Come leggere il grafico del circomplesso

Il modello SASB è solo apparentemente semplice, in realtà si presta a numerosi livelli di lettura. Nelle immagini che seguono potete vedere due mie rielaborazioni grafiche del diagramma SASB integrato con le sigle dei 16 Stati dell’Io dell’Analisi Transazionale Socio Cognitiva.

Come si leggono e come vanno utilizzati questi grafici?

Modello semplificato del Circomplesso di L.S. Benjamin (rielab. Christian Giordano)

I quattro quadranti

Innanzitutto il circomplesso si legge in base ai quadranti. Il grafico come potete vedere si basa su due assi:

  1. l’asse verticale è quello del Potere che va dalla Differenziazione (emancipazione e separazione) all’Invischiamento (controllo e sottomissione).
  2. l’asse orizzontale è quello dell’Affetto che va dalla Benevolenza (amore e riconoscimento) all’Ostilità (odio e attacco).

Dall’intersezione di questi assi si creano quattro quadranti: i due quadranti a destra, colorati di verde, sono quelli che connotano le transazioni sane (differenziazione benevola e dipendenza benevola) e vengono indicati come quadrante Libero e quadrante Protettivo.
Quelli a sinistra, scritti in
rosso, indicano gli stili relazionali disfunzionali (differenziazione ostile e dipendenza ostile) e vengono denominati quadrante Critico e quadrante Trascurante (ribelle).

La collocazione delle transazioni in quadranti consente di individuare rapidamente il processo del paziente e di pianificare la risposta terapeutica sana di tipo complementare. 

Alleato alla crescita e Alleato regressivo

Di fronte a un comportamento che ci provoca sofferenza tutti noi sperimentiamo da una parte il desiderio di liberarcene e adottare comportamenti più salutari, dall’altra la spinta a reiterarlo.

Queste parti scisse vengono concettualizzate in molti modi. Ad esempio Luborsky ne parla in termini di Desiderio e Paura. Nella Gestalt vengono drammatizzate nel lavoro con le due sedie. In Analisi Transazionale si parla di Physis e di Programmazione o Copione etc.

Lorna S. Benjamin le ha chiamate il Verde e il Rosso.

La parte destra, colorata di verde, è l’Alleato alla Crescita, è la parte di noi che ci spinge a sviluppare il nostro potenziale, ci dà il permesso a realizzare il nostro potenziale e a realizzare i nostri valori, ci orienta verso il nostro desiderio. È come il semaforo verde per le automobili, ci dà il via libera.

La parte sinistra, colorata di rosso, indica l’Alleato Regressivo, con cui ci autosabotiamo, è la paura del cambiamento, il timore di tradire l’alleanza con le rappresentazioni mentali delle figure di attaccamento. È come il semaforo rosso, che ci costringe all’immobilità.

Modello completo del Circomplesso di L.S. Benjamin (rielab. Christian Giordano)

Le tre superfici

Rispetto ad altri modelli circomplessi, quello della Benjamin consente una lettura più approfondita delle relazioni perché distingue tre diverse focalizzazioni: sul comportamento che abbiamo in modo attivo, sui comportamenti con cui reagiamo agli altri e sul modo in cui trattiamo noi stessi.

Osservando le frasi prototipiche del grafico completo, potete notare tre diverse formattazioni: grassetto, normale e inclinato ciascuna delle quali si riferisce a un diverso focus, detto “Superficie”:

(nella formattazione originale le superfici sono rese in grassetto, inclinato e sottolineato)

  1. SUPERFICIE SÉ [grassetto]: come la persona esprime sé stessa nei confronti dell’altro: Affermare, Proteggere, Biasimare, Ignorare.
    (ad esempio: Quadrante Libero – ascolta cordialmente. Quadrante Protettivo – accetta attenzioni. Quadrante Critico – si difende si giustifica. Quadrante Trascurante – si isola in cose proprie)
  2. SUPERFICIE ALTRO [normale – orig: italico]: ciò che la persona fa all’altro: Rivelare, Fidarsi, Adombrarsi, Trincerarsi.
    (ad esempio: L – rivela il proprio intimo, P – provvede, dà affetto, C – punisce, si vendica, T – ignora, finge non ci sia)
  3. SUPERFICIE INTROIETTO [inclinato – orig: sottolineato]: ciò che la persona fa a sé stessa: Affermarsi, Proteggersi, Autobiasimarsi, Ignorarsi.
    (ad esempio: L – si esplora, si ascolta dentro, P – ha affetto per sé, C – si punisce, si vendica su di sé, T – si perde in fantasie e sogni)

La Superficie Sé e la Superficie Altro si riferiscono all’aspetto interpersonale. La Superficie Introietto si riferisce al dominio intrapsichico (legato alla capacità di autodistanziamento). È la stessa divisione la ritroviamo nell’attuale modello della personalità del DSM 5: domino del Sé e dominio Interpersonale.

I Copy Process

La teoria interpersonale della Benjamin non si limita alla descrizione del comportamento ma propone una eziologia del comportamento attuale (normale e patologico) e una teoria dello sviluppo. L’assunto fondamentale, come abbiamo visto, è che il comportamento umano è spiegato in una modesta percentuale dalle predisposizioni genetiche e in gran parte dall’interazione con l’ambiente, in modo particolare dalle esperienze di accudimento infantile.

Il modo in cui le I.P.I.R. (Important Persons and their Internalized Representations) si sono rapportate al bambino vengono interiorizzate e trasformate in modelli operativi interni grazie a tre copy process:

  1. Identificazione (Sii come lui/lei)
  2. Ricapitolazione (Agisci come se lui/lei fosse ancora qui e avesse il controllo)
  3. Introiezione (Tratta te stesso come ti trattava lui/lei).

Facciamo un esempio: il processo di Identificazione fa sì che un bambino che ha IPIR che lo trascurano impara ad trascurare gli altri (Ignorare). Con la Ricapitolazione, il bambino agisce sentendosi ignorato e ritirandosi (Adombrarsi). L’introiezione porta il bambino a trascurare sé stesso, proprio come facevano le IPIR con lui (Ignorarsi).

Lorna Benjamin utilizza l’acronimo IPIR per indicare i caregivers in modo più aderente alla propria teoria: gli adulti che si prendono cura del bambino non sono caratterizzati solo da ciò che fanno (dare cura) ma dall’introiezione delle loro transazioni. In entrambi i casi (caregivers e IPIR) non si utilizzano i termini “genitori” e tanto meno “mamma e papà” perché non necessariamente sono questi ad essere interiorizzati come figure importanti.

I copy process dunque spiegano non solo il collegamento tra processi intrapsichici e pattern comportamentali esterni ma anche il collegamento tra la storia individuale e gli schemi operativi attuali.

Somiglianza, opposizione, complementarietà, antitesi

Un vantaggio della rappresentazione grafica in quadranti è che possiamo individuare e descrivere facilmente le posizioni interattive.

Circomplesso di L.S. Benjamin (rielab. Christian Giordano)

La somiglianza (o identità) è quando entrambi gli individui esercitano lo stesso comportamento. Ad esempio, entrambi vogliono Controllare o Affermare, o entrambi vogliono Fidarsi o Trincerarsi.

L’opposto è l’etichetta che si trova nel quadrante diametralmente opposto, ad esempio: Ignorare → Proteggere; Confermare → Biasimare.

Il complementare è invece l’etichetta che si trova sull’altra superficie interpersonale. Ad esempio: Biasimare→ Adombrarsi; Confermare → Rivelarsi.

L’antitesi è il complementare dell’opposto: Biasimare → Rivelare.

L’utilizzo dei processi relazionali nella psicoterapia

Agire in modo complementare per portare il paziente a esprimersi con l’opposto è l’obiettivo di ogni terapia.

Ad esempio, nella terapia di coppia, un paziente che normalmente critica la moglie (blame) dovrebbe imparare ad affermarla (affirm). Per farlo, dovrebbe essere sufficientemente flessibile per operare un cambiamento. Come sappiamo, però, nei disturbi di personalità sono caratterizzati dalla rigidità. La flessibilità non può essere quindi un requisito ma un obiettivo terapeutico.

La Benjamin suggerisce l’utilizzo del Principio di Shaurette, cioè di un movimento graduale, a piccoli passi verso il complementare. È quello che Arnold Lazarus chiama la tecnica del Bridging. Anziché mettersi subito in posizione antitetica per sollecitare una risposta opposta, il terapeuta inizia ad esempio a rispondere al paziente che sta sul piano di controllo con un controllo di minore intensità per poi passare alla protezione (quadrante simmetrico) e infine all’antitesi.

Circomplesso di L.S. Benjamin (rielab. Christian Giordano)

I vantaggi nell’uso della SASB

La Benjamin afferma che utilizzare la SASB in ambito clinico come griglia concettuale di lettura delle relazioni offre numerosi vantaggi:

  • consente di collegare in modo specifico la storia interpersonale della persona con il modo in cui si comporta e percepisce sé stessa oggi;
  • rende prevedibili le interazioni (la stessa funzione della analisi delle transazioni in Eric Berne);
  • consente di leggere il comportamento relazionale in base a due variabili (dominanza e affiliazione – potere e amore);
  • rende facilmente consultabili i concetti grazie all’elaborazione grafica.

Come corollario, in base alla mia esperienza clinica, aggiungerei che un notevole vantaggio è dato dal fatto che questo grafico è intuivo ed esplicativo per i pazienti, che si riconoscono facilmente nelle etichette della SASB e, con un po’ di allenamento, imparano a valutare il proprio comportamento interpersonale collocandosi nei quadranti.

Potremmo attribuirgli quasi un valore di biofeedback nella regolazione degli stati emotivi e delle risposte comportamentali.


Benjamin LS (1999). Diagnosi Interpersonale e trattamento dei disturbi di personalità. Roma: LAS

Benjamin LS (2004). Terapia ricostruttiva interpersonale. Promuovere il cambiamento in coloro che non reagiscono, Roma: LAS

Benjamin LS. (1996). A clinician-friendly version of the interpersonal circumplex: structural analysis of social behavior (SASB). J Pers Assess. 1996;66(2):248‐266.

Benjamin LS, Rothweiler JC & Critchfield KL (2006). The use of structural analysis of social behavior (SASB) as an assessment tool. Annu Rev Clin Psychol. 2006,2:83‐109.


dr Christian Giordano

Psicologo Psicoterapeuta, mi occupo principalmente di terapia di Coppia e terapia Sessuale. Esperto in psicodiagnosi e grafologia. Appassionato di saggistica, neuroscienze e letteratura, in particolare filosofia, narrativa, fantascienza e fantasy. Linux user. → Scrivimi per info e consulenze private in studio e via Skype.